Ferengi in Bruxelles

dall'Etiopia a Bruxelles senza passare dal via


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Les Plaisirs d’hiver

Per chi passa da Bruxelles in questi giorni e vuole vivere appieno l’atmosfera natalizia, non può mancare un giro in centro dove fino al 6 gennaio ci saranno les Plaisirs d’Hiver. C’è di che perdersi e di che sognare, e non solo per una come me che dopo due anni in Africa è in crisi d’astinenza da annessi e connessi al Natale.
C’è il mercatino dove si trovano cappellini di lana, giochi in legno, candele e tanti oggetti carini da regalare ma anche macaron, vin chaud, ostriche e champagne…

ph ruota chalet
l’albero di Natale strano sulla Grand-Place, che ha portato
polemiche di natura politica ed estetica (per chi avesse dubbi, a mio parere giustificati, nell’identificarlo nella foto, il sapin de Noel è quello bianco sullo sfondo),

ph sapin
la ruota panoramica per guardare tutti dall’alto in basso,

ph ruota piccione
il pattinoire a Sainte Catherine (grazie al nonno per la foto!)

ph pattinoire
e le giostre antiche, due, un vero capolavoro di fantasia e bricolage: l’aereo che vola sospeso nel cielo, lo scheletro di dinosauro da cavalcare, l’iguana che ospita i bambini nella pancia, la cavalletta, il deltaplano, strane macchine a vapore…

ph giostra
Mentre guardavo i miei figli che si divertivano come matti sulla giostra, ho avuto un’illuminazione, ho scoperto il mestiere che voglio fare da grande: la gonfleuse de nuages

ph gonfleuse

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L’albero di Natale strano

Finalmente quest’anno abbiamo un albero di Natale.

L’anno scorso avevo provato ad acquistarne uno finto, che di veri non c’era traccia, ma al sentire il prezzo ho lasciato perdere: 3.000 birr per un alberello di un metro mi è sembrato uno schiaffo alla miseria ed io sono per la non-violenza.

Qualche settimana fa sono stata in uno dei miei luoghi preferiti qui ad Addis, il Selam Village. Lì, fuori dalle loro lussureggianti serre svettava un albero di tre metri che somigliava molto ad un abete natalizio. “I want this!” ho detto al giardiniere-venditore che mi seguiva come un’ombra “but smaller!”.

E così ho caricato sulla macchina un’araucaria di un metro, verde e rigogliosa, e l’ho messa nel salone a far bella mostra di sé. I bambini ci hanno fatto nevicare sopra con il cotone e l’abbiamo addobbato poco per volta, un po’ comprando decorazioni in legno locali, un po’ dandoci al bricolage creando cuoricini e stelline di carta 3D.

Il risultato? Giudicatelo voi… il figlio di una mia amica quando l’ha visto mi ha detto “È strano!” ma si vedeva che pensava che un albero di Natale del genere proprio non si è mai visto!

P.S.: Lo stesso giorno che ho trovato l’abete natalizio ho provato a comprare anche del fertilizer per le mie piantine, che a detta del nonno dal pollice verde sono un po’ tisiche, ma alla mia richiesta il venditore di piante mi ha spiegato come si farebbe con un bambino delle elementari “We just have compost. The plants just need compost!”. Al che mi sono arresa…