Ferengi in Bruxelles

dall'Etiopia a Bruxelles senza passare dal via


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Animali all’Awash National Park

Questo ci ha accolto alle porte del lodge e lo sguardo non mi sembrava dei più amichevoli…

 

Questo delizioso uccellino è uno degli animali ritardatari che siamo riusciti a vedere nel parco.

 

Di queste libellule ce n’erano a centinaia alle Hot Springs ed il contrasto con il turchese delle acque era davvero strepitoso.

 

A questo rapace, nonostante il prezioso supporto del libro sugli uccelli dell’Africa della mia amica, non siamo riusciti a dare un nome. Per niente spaventato dalle nostre auto, probabilmente aveva appena catturato una preda.

 

Questo invece ci aspettava nel fiume sotto il lodge, su un bel pietrone al sole per favorire la digestione, a non più di 50 metri dalla spiaggetta dove i bimbi si sono messi a giocare… doveva aver mangiato proprio bene, perché non ci ha degnato di uno sguardo!

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Le Filwoha Hot Springs nel parco nazionale di Awash

La gita alle hot springs, le fonti calde che si trovano dall’altra parte del parco, a 30 km di pista sterrata dal lodge, inizia con ritardo: la sveglia non suona, ci svegliamo tutti tardi e partiamo una mezz’ora dopo il previsto. I guardia parco ci iniziano a guardare con aria di sufficienza, che si trasforma in rassegnazione quando a metà del viaggio, da buoni italiani, ci fermiamo in mezzo alla savana per prepararci un caffè (in polvere, freddo, ma quanto era buono!).

I nostri ranger sono armati, perché all’interno del parco convivono, non troppo pacificamente, gli Afar e i Karayu, due tribù che vivono di pastorizia e si contendono a colpi di fucile gli scarsi pascoli per il bestiame. Ne incontriamo parecchi che pascolano la loro piccola mandria con il fucile sulle spalle.

Durante il tragitto riusciamo a vedere un po’ di animali, a quanto pare ritardatari come noi: cammelli, facoceri, tartarughe giganti, dick dick,babbuini, tante specie di uccelli di cui non so proprio ricordare il nome.

Arrivare alle hot springs è come raggiungere un oasi nel deserto: in mezzo alla savana si cominciano a vedere una vegetazione verde e lussureggiante e le palme che circondano le fonti, che sono specchi d’acqua color turchese che invitano a fare un bagno. Solo che l’acqua è molto più calda dei 36° di cui parla la Lonely Planet e così rinunciamo.

Alle 9.30 siamo già sulla via del ritorno e decidiamo di fermarci a fare la colazione (grazie alla super organizzazione della nostra amica che è partita da Addis con una borsa frigo ripiena di ogni bendiddio!) sotto una tettoia vicino alla casa dei guardia parco, unica traccia di umanità per chilometri. Uno dei nostri ranger si offre di portarci qualcosa di fresco da bere, perché fa già molto caldo: ritorna con alcune bottiglie di coca cola e a me viene subito da pensare all’immenso potere di questo brand, che arriva anche qui, in mezzo al nulla della savana.


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Awash national park

Per arrivare alla nostra prima tappa, il parco nazionale di Awash, ci abbiamo impiegato quattro ore, condividendo la strada con asini, carretti trinati da cavalli, mucche, camion carichi all’inverosimile, capre e cammelli.

L’Awash Falls Lodge, che abbiamo scelto per dormire, si trova in una posizione incantevole, immerso nel parco, con vista sulle cascate e sul fiume, nel pieno della natura. Mentre arriviamo, a qualche centinaio di metri ci accoglie una famiglia di babbuini, che attraversano la strada senza troppa fretta.

I capanni sono fatti di bambù, non hanno gli infissi ma solo una zanzariera che copre l’apertura delle finestre: alle 5 del pomeriggio, con trenta gradi ci pare una bella soluzione. Solo durante la notte scopriremo che la temperatura scende vertiginosamente e a dormire accanto alla finestra si rischia un raffreddore. Nel bagno l’acqua è solo fredda, la sera l’elettricità non c’è perché hanno avuto problemi con il generatore, dunque si cena alla luce del falò che hanno acceso in mezzo al cortile e alle 8.30 tutti a letto, perché in stanza c’è solo una candela… e domani mattina l’appuntamento con i guardia parco per andare a vedere gli animali è alle 5.30.