Ferengi in Bruxelles

dall'Etiopia a Bruxelles senza passare dal via


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Gondar e i suoi castelli

Sveglia la mattina presto: andiamo a Gondar. Ci mettiamo tre ore per arrivarci, ma siamo una carovana lenta che deve sottostare alle necessità di sei bimbi (ho fame, ho sete, mi scappa la pipì, voglio scendere!). Approfittiamo delle soste per fotografare il panorama, che anche in questo tratto di strada ci riserva dei begli scorci.

 

Gondar è stata capitale dell’impero etiope per circa un secolo, durante il quale Fasiladas e i suoi successori hanno costruito i palazzi del recinto imperiale. Sono costruzioni che non hanno pari in Etiopia e che racchiudono influenze della civiltà axumita, indiana, portoghese.

 

Ricordano certe architetture del medioevo europeo, anche se risalgono al XVII secolo (fa una certa impressione pensare che a quell’epoca in Francia stavano costruendo Versailles…)

 

E per la serie gli italiani sono arrivati anche qui, in città ci sono diversi palazzi di stile razionalista che sono ancora lì uguali a come i nostri connazionali li hanno costruiti nel secolo scorso.

 

Una nota: la lonely planet ci avvertiva che a Gondar saremmo stati assaliti da aspiranti guide e venditori di souvenir. Niente di tutto ciò: la visita è stata assolutamente tranquilla, senza profferte fastidiose (niente a che vedere con Harar, dove abbiamo visitato tutta la città con la scorta di ragazzini che ci chiedevano l’elemosina…).

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Il nostro passato coloniale

L’Etiopia si considera l’unico paese africano a non essere mai stato colonizzato e di questo i suoi rappresentanti si vantano in più occasioni, ergendo la nazione ad esempio per tutti gli stati africani che si sono solo recentemente affrancati dal loro passato coloniale.

Sembra che la colonizzazione italiana non sia mai esistita per gli etiopi. Nemmeno qui ci hanno mai preso sul serio…