Ferengi in Bruxelles

dall'Etiopia a Bruxelles senza passare dal via


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La carta, un materiale fantastico per…

Dopo alcuni mesi di assenza dalla staffetta Di blog in blog sono tornata, da un altro paese, con un nuovo blog, ma con la stessa voglia di condividere lo stesso argomento con tanti altri blogger.

Sono ancora in piena nevrosi da relocation e per questo motivo nel mio subconscio l’argomento di questo mese mi fa pensare a traslochi, scatoloni e quant’altro collegato al fatto di aver impacchettato la propria vita e averla trasferita in un altro continente. Alle emozioni legate alla partenza e all’arrivo del container che contiene tutti gli averi della famiglia, e a tutto quello che ci sta nel mezzo.

container

Per me la carta (e i cartoni) sono un materiale fantastico per:

Imballare:

Il giorno del trasloco ad Addis si sono presentati a casa sei ragazzoni etiopi che hanno cominciato a impacchettare tutto quello che trovavano, mentre io li rincorrevo cercando di evitare che infilassero nei cartoni anche i bambini o la gatta. Niente plastica con le bolle o materiali morbidi da imballaggio: carta. E quando il caposquadra ha iniziato a fasciare con diversi fogli i piatti e i bicchieri del mio servizio buono ha fatto un gesto che non dimenticherò mai: si è fatto il segno della croce. E san Martino da Tours, il santo dei traslochi, deve averlo visto perché è arrivato tutto intatto.

cartoni

Domandare

Arrivare in Belgio ha significato per me riempire un numero impressionante di moduli: dalla richiesta dei documenti a quella della tessera del supermercato, tutto qui richiede un modulo. In Etiopia il filtro con la burocrazia era rappresentato dai locali, che vedendo che non eri in grado di parlare la loro lingua e di comprendere la loro intricata burocrazia (un’eredità del dominio italiano, ne sono certa) si offrivano di aiutarti, a pagamento naturalmente. Quando ad Addis sono andata con la mia mamita a pagare il bollo dell’auto, un gentile si è proposto per compilarci il modulo per prendere il numero per poter parlare con l’addetto alla pratica per 50 birr (prezzo ferengi). Dopo una manifestazione di indignazione e una trattativa serrata della mia mamita, sono riuscita a spuntare un onorario di 20 birr (0.80 euro).

Giocare

Con i cartoni e la carta del trasloco, insieme ad un astuccio ben fornito di pennarelli, i miei figli sono riusciti a fare cose mirabolanti: robot, macchine da corsa, capanne, case delle bambole, garage, sgabelli. Ora il difficile sarà smaltire tutta questa creatività!

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Questo mese hanno partecipato alla staffetta Di blog in blog:

Mamma Avvocato- www.mammavvocato.blogspot.it
simona elle – http://www.simonaelle.com/search/label/Staffetta%20tra%20blog
Cinzia Diodati – www.beforeandafterhs.blogspot.it
Francesca Lancisi, Original Watercolour Paintings – http://www.francescalancisi.blogspot.com
Monica Viaggi e Baci – http://viaggiebaci.wordpress.com
Alessia scrap & craft – www.4blog.info/school
Monica e lo Scrapbooking –http://monicc.wordpress.com/category/di-blog-in-blog/
Mammerri www.mammerri.com
Federica Venturelli -Ventuone- http://micioabordo.blogspot.com
Federica MammaMoglieDonna http://mammamogliedonna.blogspot.it/
fiori e vecchie pezze – http://fiorievecchiepezze.wordpress.com
Idea Mamma – www.ideamamma.it
Il Pampano – http://ilpampano-designbimbi.blogspot.it/search/label/di%20blog%20in%20blog
Diariomagicaavventura:http://lamiadolcebambina.blogspot.it/search/label/staffetta%20di%20blog%20in%20blog
Home sweet home www.homesweethome00.blogspot.com
Il sapore del sole www.ilsaporedelsole.it
MadreCreativa http://madrecreativa.blogspot.it/
Cristina http://udinelamiacittaenonnapina.blogspot.it/search/label/Staffetta%20di%20blog%20in%20blog
Pattibum http://pattibum.wordpress.com
The Family Company – http://familyco.wordpress.com/
Gaia racconta – http://gaia-racconta.blogspot.it/
Samanta Giambarresi – http://samantagiambarresi.wordpress.com/
Design Therapy – http://www.designtherapy.it/
La Diva delle Curve http://www.divadellecurve.com
Io mi piaccio http://iomipiaccio.blogspot.it
Elegraf http://elegraf77.blogspot.it/search/label/Di%20Blog%20in%20Blog
Giorgia di Priorità e Passioni : http://prioritaepassioni.blogspot.it/
Il mondo di Cì: http://ilmondodici.blogspot.it/
Monica: www.duemoritravelblog.com
GeGe Mastucola: http://gegemastucola.wordpress.com/category/staffetta-di-blog-in-blog/
Palmy di Learning is experience http://laproffa.blogspot.it/search/label/di%20blog%20in%20blog
Daria di GocceD’aria: http://www.goccedaria.it/tag/goccedaria/staffetta%20blog.html
Vivere a piedi nudi http://vivereapiedinudi.blogspot.it/search/label/di%20blog%20in%20blog
Passe-partout http://partoutml.blogspot.it/search?q=staffetta+di+blog+in+blog&max-results=20&by-date=true
Giusi Tandoi: http://www.emotionsmamy.blogspot.com
Gina Barilla: http://ginabarilla.blogspot.it
Ferengi in Bruxelles https://ferengibruxelles.wordpress.com/
Uberti Debora http://crescereduegemelli-debora.blogspot.it
Michela Palatucci http://www.home-trotter.blogspot.it
Mammamanager http://mammamanager.altervista.org
Olga Picara http://hobbyimpara.blogspot.it
Mammefaidate http://www.mammefaidate.blogspot.it/search/label/Di%20blog%20in%20blog
Bodò. Mamme con il jolly http://www.bbodo.it/tag/di-blog-in-blog/
Accidentaccio http://accidentaccio.blogspot.com
Illustrando un Sogno: http://silviomacca.blogspot.it/search/label/Di%20Blog%20in%20Blog%20-%20Staffetta
Conlemaninel Sacher: www.conlemaninelsacher.blogspot.it
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Relocation Stress Syndrome

Le statistiche dicono che il trasloco sia la terza maggiore causa di stress nella vita di una persona.

Non so dove una relocation transcontinentale si posizioni in classifica, ma è bello sapere che qualcuno si è preoccupato di dare un nome al disagio che attanaglia chi cambia casa, lavoro, città, vita, e lo ha elevato al rango di sindrome, un complesso di sintomi e segni patologici come viene definita dagli esperti. E così ho scoperto che nella mia vita, dopo aver avuto la varicella, il morbillo e la parotite, sto sperimentando pure la relocation stress syndrome (RSS).

Nessuno finora ha però mai parlato delle sindromi collaterali legate ad un trasloco internazionale, quando i tuoi averi giacciono in un container dimenticato in qualche angolo di mondo e tu devi comunque ricreare una parvenza di normalità nella vita quotidiana. Ecco dunque una carrellata di patologie correlate alla relocation che la letteratura medica non ha ancora repertoriato e che ho sperimentato apposta per poterle raccontare qui.

mobili scatoloni

Sindrome da disgregazione familiare da mobilificio

Si manifesta in genere già dal primo mobilificio visitato e si aggrava man mano che si procede nella disamina e scelta dei mobili. I bambini si perdono nell’area camerette disfacendo nel frattempo tutti i letti dell’esposizione, inseguiti dagli addetti alla vendita che non dimostrano particolare simpatia per chi non supera il metro e trenta. I genitori non si curano più di loro: la madre gira come un’indemoniata, metro alla mano, misurando tutto, anche i commessi, e il padre testa i divani, uno per uno, quando nemmeno lo si deve comprare un divano. L’acme si ha al momento di ordinare il tavolo della cucina e la camera da letto visto che tra tre giorni si entra nella nuova casa: i bambini hanno fame, sete e sonno, il marito pure, la moglie è già pronta con la carta di credito e il negoziante comunica che ci vorranno almeno tre settimane per consegnare il tutto.

Sindrome da “self-made (wo)man”

vista l’impossibilità di avere tutto e subito, la famiglia si dirige verso il famoso negozio di arredamento svedese con l’insegna gialloblu e pensa di comprare e montare TUTTO in modo autonomo. Dopo un intero fine settimana speso ad assemblare un tavolo, quattro sedie e un letto e dopo la crisi descritta più sotto, si decide dietro consigli dello psichiatra e dell’osteopata che l’armadio quattro stagioni lo si farà trasportare e montare da tecnici esperti (che sono poi riusciti a fissare le maniglie dell’armadio à la éthiopienne…).

Crisi coniugale da montaggio

Si verifica ogni volta che moglie (io) e marito (il mio) si trovano a montare insieme un mobile del suddetto mobilificio svedese. Frasi scatenanti della crisi sono:

“… veramente avrei voluto i cassetti dall’altra parte”

“Sei sicuro che stai leggendo le istruzioni dritte?”

“Mi avanza qualche vite…”

“Reggi l’anta ancora un attimo che vado a cercare il cacciavite che non so più dove l’ho messo…”

L’acme si raggiunge quando i bambini si mettono a chiedere a gran voce un nuovo cartone animato perché il cd è finito nel momento in cui la moglie sta sostenendo la cornice del letto per permettere al marito steso sotto di svitare un bullone montato nella posizione sbagliata.

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Ferengi in Bruxelles

Eccoci arrivati a Bruxelles, la nostra nuova destinazione.

L’Atomium da sotto

Siamo ancora, com’era prevedibile, senza una fissa dimora, senza un’auto, senza mobili,senza stoviglie, senza vestiti invernali, senza stivali da neve… e la lista potrebbe continuare ancora per un po’. Siamo lanciati verso un tour de force di shopping in negozi pieni di tentacolari insidie, pericolosissime dopo due anni di astinenza.
I nostri (pochi) averi giacciono in un container in qualche luogo imprecisato del mondo,nella peggiore delle ipotesi ancora ad Addis Abeba, oppure sulla direttrice che va verso Gibuti, nel migliore dei casi già su una nave in rotta verso il Belgio. I miei figli per precauzione hanno già scritto a Babbo Natale chiedendo di trovare i loro vecchi giochi sotto l’albero… speriamo li ascolti.
La cosa disastrosa è che stiamo vivendo lo stress della relocation, in cui si ha bisogno spesso di una consolazione o di una gratificazione, nel paese che molti reputano produrre il miglior cioccolato del mondo (dopo il Piemonte, dico io!). Un vero disastro per la linea, ma per i miei figli può esserci ancora la speranza di vincere il premio Nobel… leggete qui!


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Relocation

La famiglia Ferengi è in fase relocation: valigie stipate all’inverosimile, quel che rimane della casa nel container che ci seguirà con i suoi tempi, amici lasciati alle loro vite in Africa, baci, abbracci, promesse di rincontrarsi presto e poi una nuova città, una nuova scuola, nuovi volti, tutto da scoprire.

Datemi qualche tempo per organizzarmi e poi vi racconto tutto… intanto, chi indovina dove siamo sbarcati? Con questa foto ho disorientato anche i parenti…