Ferengi in Bruxelles

dall'Etiopia a Bruxelles senza passare dal via


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Cosa metto in valigia?

Tra poco sarà tempo di preparare la valigia per le vacanze e di scegliere quali abiti infilarci dentro. Chiedo aiuto agli amici, ma soprattutto alle amiche in Italia: quali sono i colori di moda per la prossima estate? Che cosa si trova nelle vetrine solitamente monocromatiche delle catene in franchising in Italia?

Qui ad Addis il concetto di moda è abbastanza relativo. A parte i vestiti tradizionali, solitamente bianchi con bordi decorati con motivi abissini, qui regna l’anarchia cromatica.

Vista la scarsità di approvvigionamento di beni, i negozi di abbigliamento in stile occidentale mescolano di solito ogni genere di oggetto che può essere indossato: vestiti, scarpe, intimo, borse, cosmetici, bigiotteria. Il tutto di solito in un ambiente grande come una stanza. L’impressione che si ricava da un giro di shopping (parola grossa qui ad Addis, ma ho imparato che ci si adatta a tutto, pur di non perdere le buone abitudini ;-)) è sempre di essere capitati all’ultimo giorno di saldi, quando la scelta è quasi nulla, si trovano solo poche taglie per ogni capo e l’assortimento dei colori si limita a uno o due.

Devo dire però che in generale le donne qui sono eleganti e curate (un altro giorno mi soffermerò a scrivere della cura che qui viene dedicata ai capelli) e sanno mescolare con gusto gli abiti western-style con i tradizionali gabi e netela della tradizione etiope.

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Ho fatto il mio dovere

Come cittadina residente all’estero, qualche giorno fa ho ricevuto le schede per votare per il referendum. E naturalmente ho subito espresso il mio voto, senza nemmeno attendere la pronuncia della Corte Costituzionale sulla legittimità del quesito sul nucleare.

Ho spedito immediatamente il plico con le schede votate (la procedura di voto è un po’ macchinosa e mi lascia qualche dubbio…) perché deve arrivare all’ufficio consolare di Addis entro il 9 giugno e non è che mi fidi poi molto della celerità delle poste etiopi (per chi si lamenta di Poste Italiane, un giorno vi racconterò come funziona il servizio postale qui).

È stato strano votare a casa, al di fuori dell’ufficialità del seggio elettorale, senza la consegna solenne delle schede da parte del presidente, e la registrazione formale dei documenti che effettuano gli scrutatori (che a me sorridono sempre! ).

Ma è stato bello poter esprimere anche da qui un voto che considero importante, poter esercitare anche da lontano un diritto democratico di cui, vivendo in Etiopia, ho rivalutato l’importanza.