Ferengi in Bruxelles

dall'Etiopia a Bruxelles senza passare dal via


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La mia prima intervista

Quando ho iniziato a scrivere il mio blog non me lo sarei mai immaginata. Attraverso i post che ho pubblicato ho conosciuto persone interessanti, che stanno vivendo un’esperienza in giro per il mondo come me e con cui ho spesso scambiato idee e impressioni. Eh sì, perché spesso a parlare dei problemi dell’expatriation con chi non l’ha mai affrontata ci si sente un po’ come a raccontare una vita su un altro pianeta.

Attraverso il mio blog ho conosciuto Mommy Planner, una mamma expat che vive in Canada che ha deciso di raccogliere un po’ di esperienze di altre blogger sparse per il mondo. Il suo blog è una raccolta di situazioni, paure, gioie e scoperte che vale la pena di essere sfogliata.

Nel suo ultimo post ci sono anch’io con il mio blog, orgogliosa di aver concesso la mia prima intervista.

Grazie Ale 😉

Atomium da sotto


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Buon Natale

Buon Natale a tutti quelli a cui vogliamo bene e che sono lontani, ma che per farci gli auguri e per esserci vicini ci mandano mail, cartoline,  foto e baccelli di vaniglia del Madagascar.

Merry Xmas to all we love and are far away, but send us e-mail, cards, pictures and vanilla pods from Madagascar to be close to us.

palline argento

Buon Natale agli amici nuovi e di sempre con cui abbiamo festeggiato e condiviso ottimo cibo, buon vino, regali che vengono dal cuore e l’entusiasmo incontenibile dei bimbi dopo il pranzo natalizio.

Merry Xmas to old and new friends with whom we celebrated and we shared excellent food, great wine, presents from the heart and the unstoppable enthousiasm of the children after the Xmas lunch.

Buon Natale con il sole, con una giornata che sembra primavera e con un’amica dall’Etiopia che mi rimprovera di essermi già “bruxellizzata” e di considerare bel tempo quando, anche se il cielo è grigio topo, non piove e la colonnina di mercurio supera gli otto gradi.

Merry Xmas with the sun, with a spring-like weather and with a friend from Ethiopia that reproach me to be already “bruxelloise” and to consider good weather when, despite a grey sky, it doesn’t rain and the temperature is over eight degrees. 

natale finestra

Buon Natale anche a Babbo Natale, che visto che sono stata proprio buona quest’anno mi ha riempito la casa di pacchi… finalmente è arrivato il container da Addis 🙂

Merry Xmas also to Santa Claus: I have been so good that he has brought me really a lot of boxes… our stuff from Addis finally arrived 🙂


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Neve a Bruxelles

Chi mi aveva detto che a Bruxelles fa freddo ma non nevica quasi mai? Quest’anno ha iniziato il 2 dicembre, la strada verso la primavera mi sembra ancora molto, troppo lunga…

Neve sui tetti di Bruxelles

Neve sui tetti di Bruxelles

neve fiocco

Il fiocco sulla finestra, i bimbi volevano tanto vederla, la neve…

L'erba del giardino cerca di sopravvivere...

L’erba del giardino cerca di sopravvivere…


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Adieu, Meles

Ieri l’Etiopia ha dato l’ultimo saluto al suo ex primo ministro, Meles Zenawi. In Etiopia, si è trattato del primo funerale di stato per un capo del governo celebrato da ottant’anni a questa parte, una cerimonia solenne a cui hanno preso parte capi di stato e rappresentanti dei governi di tutto il mondo.

il giovane Meles Zenawi

Una figura carismatica quella di Meles Zenawi, che tutti chiamano solo Meles perché qui è il nome di battesimo quello che conta: il cognome è il nome del padre, non esiste un nome di famiglia che si porta avanti con le generazioni, quasi a voler dire che solo il presente è davvero importante. Meles è stato un personaggio su cui si può leggere tutto e il contrario di tutto, un santo o un criminale a seconda dei punti di vista, indiscutibilmente un leader che ha avuto un ruolo di primo piano nella politica non solo etiope, ma di tutta l’Africa.

Quello che mi colpisce in questi giorni ad Addis è il tributo della gente a questo capo di governo amato e contestato, che ha guidato l’Etiopia negli ultimi ventuno anni: un lutto silenzioso e discreto, con le immagini di Meles che apparivano giorno dopo giorno, dal 21 di agosto quando è stata resa pubblica la sua morte, sempre più numerose sulle vetrine dei negozi oppure sui finestrini dei taxi.

Un manifesto per Meles sulla Tele Bole

Dopo i funerali, la vita ad Addis Abeba prosegue normalmente e stamattina la pioggia insistente sembra voler lavare via per bene il lutto e la tristezza. L’Etiopia deve continuare la sua crescita e il suo sviluppo, lo si legge sui manifesti che tappezzano la città con il viso di Meles in primo piano. Noi che siamo qui abbiamo assistito, forse senza rendercene troppo conto, ad un pezzo importante di storia africana: mi auguro che il paese riesca a continuare in pace il suo percorso di sviluppo, facendo prevalere l’interesse delle persone su quello delle etnie o delle religioni.

Ieri il presidente della Nigeria, Goodluck Jonathan, dopo il suo discorso funebre ufficiale,  ha salutato Meles semplicemente così “Adieu Meles, my friend”, con una frase resa viva e vibrante dalla mescolanza della sua lingua madre con l’inglese. Vorrei vedere così l’Etiopia nel futuro: nella differenza, linguistica, culturale, religiosa, che la frase si chiuda sempre con le parole my friend.